Un viaggio a Montefalco nel mondo del Sagrantino

Un viaggio a Montefalco nel mondo del Sagrantino

Alle origini del gusto 0 Commenti  gen 31, 2019

Il Sagrantino di Montefalco D.O.C.G e tutti i suoi segreti.

 
Iniziamo il nostro viaggio all'insegna dei sapori e del gusto tipici della bellissima Umbria, imbattendoci in uno dei suoi gioielli vinicoli di maggior splendore: il famoso vino rosso Sagrantino di Montefalco

Il suo nome richiama le sue due caratteristiche principali: Sagrantino deriva da "sacer", una radice che riporta a termini religiosi come sagrestia, poiché in antichità era considerato proprio un vino da consumare durante le feste religiose, un vino importante; e Montefalco, ossia il territorio da cui deriva tutta l'essenza di questo prodotto tipico umbro.

Il Sagrantino Montefalco D.O.C.G. ha infatti due varianti: il "passito" e il "secco". E' proprio il passito la prima varietà da cui nasce questo vino umbro: il suo gusto dolciastro era perfetto, in antichità, proprio come vino per accompagnare il momento delle feste domenicali.
Dalla versione storica del Sagrantino di Montefalco passito, nato per essere bevuto all'arrivo degli ospiti nei giorni di festa, questo rosso umbro si è evoluto, passando alla variante secca, più idonea ad accompagnare i pasti e al mercato italiano e mondiale del vino.

  


Ma come si riconosce un vero Sagrantino di Montefalco DOCG?


Il Montefalco Sagrantino D.O.C.G., da disciplinare, può essere coltivato solo ed esclusivamente all'interno di un territorio ben delimitato del comune di Montefalco e pochissime altre zone limitrofe, sempre nella provincia di Perugia, per un totale di soli 5 comuni.
Questa è la prima peculiarità di questo prodotto, una perla rara che per essere riconosciuto come DOCG deve seguire delle regole ferree.


La viticoltura

 
Oltre alla stretta appartenenza con il territorio, anche e soprattutto le uve rivestono un ruolo fondamentale: è necessario che derivino esclusivamente da uve provenienti da vigneti con vitigni Sagrantino al 100%.
La purezza del vitigno è di particolare importanza per la riuscita di un buon Sagrantino di Montefalco, così come, il terreno su cui crescono queste uve: un territorio collinare è uno dei requisiti basilari per ottenere una qualità che si meriti la denominazione di origine controllata e garantita. 
 

La vinificazione

 

Avere il terreno giusto su cui coltivare vitigni Sagrantino è solo una parte del lavoro che un produttore di vino compie ogni giorno, perché dopo aver vendemmiato il raccolto, inizia la parte della vinificazione, quando le uve vengono trattate specificatamente per diventare il Sagrantino di Montefalco che domani berremo durante le nostre cene. 
La vinificazione del Sagrantino innanzitutto deve avvenire all'interno del territorio della zona di produzione da disciplinare, per garantire l'origine della materia prima e del trattamento. 


In secondo luogo, il Sagrantino secco, essendo un vino rosso dal lungo invecchiamento, necessita un periodo di maturazione di almeno 33 mesi, di cui almeno 12 in botti di rovere. Per non parlare dell'ultimo step: almeno 4 mesi di affinamento in bottiglia prima di poter essere pronto e immesso nel mercato con il nome di Sagrantino di Montefalco D.O.C.G.

 

 

Ma il risultato finale qual è?


Il Sagrantino Montioni che asseggerete, proveniente unicamente da cantine in Montefalco, si presenta di colore rosso rubino tendente al granato a causa del lungo invecchiamento; un sapore asciutto ma intenso e corposo che ben si accompagna a piatti di carne quali selvaggina e primi piatti con ragù, o formaggi stagionati.

Aprite il vostro Montefalco Sagrantino almeno due ore prima di guastarlo in compagnia, in modo da assaporarne a pieno tutte le sfumature del suo profumo e le sfaccettature del suo gusto.

Vi stupirà come un vino dalle radici tanto antiche, si è evoluto divenendo sempre più bevibile ed elegante, perché nonostante la sua elevata quantità di tannini e il gusto intenso, i produttori del territorio di Montefalco, con il tempo e con le nuove generazioni, lo hanno reinterpretato rendendolo un vino rosso sempre più aggraziato, che non perde però il suo lato ruvido e corposo.


Come da più antica tradizione.

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